Il nuovo e-book, in diffusione gratuita da oggi, è una perla nascosta.
Si pensi che, in Italia, in tutto lo scorso secolo, sono uscite soltanto 3 (tre) biografie di San Francesco di Sale: Libreria Editrice Fiorentina nel 1942; Società editrice internazionale, 1944. Un’ultima, per Queriniana 1910, potrebbe essere di impostazione ereticale.
Mentre molti celebrano la bontà, la dolcezza, la mitezza, la presunta “democratizzazione della santità” di questo gran santo e Dottore della Chiesa, non se ne ripubblica la vita.
Come mai?
Alcuni motivi li abbiamo già detti in occasione della diffusione delle sua “Controversie” (https://www.totustuus.cloud/prodotto/san-francesco-di-sales-le-controversie/): li vedete riassunti nell’immagine qui accanto, tratta dalla rivista Le Pelerin del 1923. E’ S. Francesco di S. che, essendogli impedita per legge la predicazione, nottetempo, affigge per la città di Thonon dei volantini per diffondere le verità di fede.
Fu un’azione ripetuta, facente parte della sua predicazione nel chiablese, centro di irradiazione dell’eresia calvinista. Si calcolava che su circa venticinquemila abitanti della regione, i cattolici fossero appena un centinaio. Ma, dopo soli due anni, dei calvinisti di prima ne rimasero appena un centinaio.
Oggi si loda la sua dolcezza, ma se ne nasconde la vita: perché la vita di questo Dottore della Chiesa è causa di forte imbarazzo, specialmente per i moderni salesiani (non per don Bosco, che lo imitò alla perfezione).
Dopo la salvezza della sua anima e quella dei suoi diocesani, S. Francesco di Sales, dedicò praticamente tutta la vita alla lotta contro l’eresia.
I calvinisti cercarono di ammazzarlo più volte ma, con coraggio leonino, egli decise di affrontare più volte, in pubblico confronto, il successore di Calvino (Teodoro Beza), addirittura nella stessa città di Ginevra!
Francesco comunicò al Papa l’esito dei suoi tentativi, risultati vani, scrivendo di Beza: «dovetti convincermi che il suo cuore era di pietra, sempre irremovibile […] essendo inveterato nel male».
Da Ginevra, culla di quella eresia, scrisse: «Con la carità bisogna abbattere le mura di Ginevra, con la carità bisogna invaderla, con la carità bisogna riconquistarla… Non vi propongo né il ferro né quella polvere il cui odore e sapore ricordano la fornace infernale… Che il nostro accampamento sia l’accampamento di Dio…».
Orbene, ai tanti buoni propositi che faremo per la Pasqua imminente, potremmo aggiungerne due:
– leggere questa corposa vita del Santo per imitarne lo zelo apostolico;
– stamparla e donarla a un salesiano che conosciamo, pregando la Santa Vergine che ritrovi il carisma e il coraggio del suo Fondatore e quello del Patrono della sua Congregazione.
Auguri di una Santa Pasqua di conversione per tutti noi!
iGpM
totustuus.it OdV