S. Roberto Bellarmino: L’arte di ben morire

Il nuovo e-book in diffusione da oggi, può aiutarci a fare una quaresima ben fatta,
Si tratta di circa 30 meditazioni su uno dei quattro Novissimi: morte, giudizio, inferno e paradiso.
I Novissimi rappresentano le realtà ultime dell’esistenza umana e definiscono il senso finale della vita cristiana.
Essi non sono solo dogmi da studiare, ma “realtà eterne” che ricordano quanto sia prezioso ogni momento della vita e spronano alla conversione.
Così, l’e-book odierno assume grande importanza, perché nelle Omelie dei nostri giorni i Novissimi sono spesso assenti.
Raccomandiamo di rileggere anche il Catechismo al numero 1.020 e successivi: https://www.vatican.va/archive/catechism_it/p123a12_it.htm

L’autore è dottore della Chiesa e conosciuto per la saggia gestione del “problema Galileo”. Per questo aspetto abbiamo già diffuso una bella biografia che trovate qui: https://www.totustuus.cloud/prodotto/vita-di-san-roberto-bellarmino/.

Le “Controversiae” (Disputationes de controversiis christianae fidei adversus hujus temporis haereticos) è la sua opera maggiore, un’opera monumentale di teologia apologetica contro i riformatori. Purtroppo in italiano vi sono solo traduzioni parziali.
Su questo sito www.totustuus.cloud potete tuttavia un’altra sua opera sui Novissimi (https://www.totustuus.cloud/prodotto/s-roberto-bellarmino-i-novissimi/) e il suo “Catechismo grande” (https://www.totustuus.cloud/prodotto/san-r-bellarmino-catechismo-grande-della-dottrina-cristiana/).

Santa Quaresima 2026 a tutti!
totustuus.it OdV

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Descrizione

San Roberto Bellarmino. Teologo (Montepulciano 1542 – Roma 1621). Gesuita, si distinse combattendo, nelle sue opere, le dottrine protestanti. Divenuto cardinale, intervenne come consigliere di papa Paolo V nelle principali questioni del tempo, come i processi a Galileo, T. Campanella e G. Bruno. Fu autore di scritti polemici, esegetici, ascetici e storici.

Entrato nella Compagnia di Gesù (1560), compì gli studi al Collegio Romano, poi a Padova e Lovanio. Ordinato sacerdote nel 1570, iniziò a insegnare teologia a Lovanio, dove si impegnò nella predicazione contro Michele Baio. Richiamato in patria (1576), ebbe nel Collegio Romano la nuova cattedra di controversie, e dall’insegnamento (1576-88) nacquero le celebri Disputationes de controversiis christianae fidei adversus huius temporis haereticos, contro le dottrine protestanti. Nel 1589 Sisto V lo inviò come teologo al seguito del cardinale Caetani, legato in Francia a sostegno dei cattolici contro gli ugonotti. Al ritorno a Roma (1590), fu nella commissione per la revisione della Vulgata, poi rettore del Collegio Romano, quindi a Napoli preposito in quella provincia del suo ordine (1595). Ma alla morte del cardinale Toledo, teologo del papa, Clemente VIII lo richiamò a Roma nominandolo (1597) teologo della Penitenzieria, consultore del Sant’Uffizio, esaminatore per la nomina dei vescovi; due anni dopo (1599) lo creò cardinale. In questa veste R. fece parte di quasi tutte le congregazioni romane, e anche di quella de auxiliis (1600-05) nella quale si schierò per Luis de Molina, perdendo per questo il favore del papa che, nominatolo arcivescovo di Capua (1602), lo allontanò da Roma. Morto Clemente VIII (1605), intervenne ai conclavi che elessero Leone XI e Paolo V. Trattenuto a Roma da quest’ultimo, che lo volle suo consigliere e aiuto, intervenne attivamente nelle principali questioni del tempo, come l’interdetto di Venezia (1606), la controversia anglicana (1607-09), i processi di Galileo, G. Bruno e T. Campanella. La sua produzione fu vastissima: oltre alle importantissime Disputationes già ricordate (3 voll., 1586-93), è autore di scritti polemici, esegetici (In omnes Psalmos dilucida expositio), ascetici, storici; importanti le sue prediche. La causa di beatificazione, iniziata un anno dopo la sua morte, si concluse solo sotto Pio XI, che il 13 maggio 1923 lo proclamò beato, il 29 giugno 1930 santo e il 17 settembre 1931 dottore della Chiesa. Festa, 17 settembre.