Vita di San Giuseppe

E’ noto come la Solennità di San Giuseppe, coincida con la festa del papà.
E’ meno noto che la modernità odia la figura del papà.

Il compito difficile e delicato dei padri consiste nell’introdurre limiti, regole e rinunce: strumenti ed esperienze indispensabili per consentire al bambino di sopravvivere alle minacce nella vita quotidiana di ognuno.
La modernità, attraverso le sue armi massmediatiche, si posiziona in una direzione opposta all’etica della rinuncia e della frustrazione. Oggi è più difficile per un padre porre dei limiti ed educare i figli ad accettare l’attesa, la mancanza, i “no”.

Il Padre Marie-Joseph Le Guillou (Il mistero del Padre, Jaca Book 1979) sostiene che anche la Chiesa patisce dello stesso morbo moderno: con ripercussioni teologiche drammatiche. Infatti, nel post-conciclio si è messa in ombra la figura del Padre per parlare solo del Figlio, e solo del Figlio Risorto, non quello della Passione e Croce. Di recente, si sta privilegiando una vaga idea dello Spirito Santo, mettendo da parte il Figlio, così da favorire una fede intimistica, pneumatica.

Ecco dunque alcuni perchè della devozione a San Giuseppe, Vir Iustus, Redemptoris Custos che, in quanto tale, è capace di “allontanare da noi la peste di errori e di vizi che ammorba il mondo“.
San Giuseppe proteggi l’Italia!

Totustuus.it OdV
19 marzo 2023

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Descrizione

Maria Cecilia Baij nacque a Montefiascone il 4 gennaio 1694 da Carlo e da Clemenza Antonini.
Nel 1712 entrò nel monastero delle cistercensi di Viterbo, ma ne uscì dopo dieci mesi per entrare in quello delle benedettine di Montefiascone. Qui nel 1714 fece la sua professione religiosa.
Il Cristo sofferente volle associarla alla sua passione e, a questo scopo, ne purificò il cuore con dure prove, rendendola degna di ricevere grazie e favori eccezionali.
Cecilia fu badessa del monastero per circa 20 anni e morì nell’ufficio del suo mandato il 6 gennaio 1766.