De Wolh: La liberazione del gigante

L’e-book diffuso gratuitamente da oggi è un romanzo storico sulla figura di San Tommaso d’Aquino e, in generale, su uno dei “secoli d’oro” della civiltà cristiana.
Il gigante da liberare è Aristotele, a quel tempo diffuso da Averroè, un pensatore musulmano che ne travisava radicalmente il pensiero: sarà San Tommaso d’Aquino a far capire quanto Aristotele sia utile alla fede cattolica.

L’autore ci mostra anche come la vita dei cristiani non sia mai facile, nemmeno nei secoli in cui la filosofia del Vangelo governava la società: quando la forza della sapienza cristiana e lo spirito divino erano penetrati nelle leggi, nelle istituzioni, nei costumi dei popoli, in ogni ordine e settore dello Stato.
Tuttavia, anche nelle epoche più favorevoli alla fede, la società è minacciata sia dall’esterno che all’interno.
Il più feroce nemico della fede cattolica, l’Islam, allora come oggi, muove guerra in continuazione alle nazioni cattoliche dall’esterno. Se il socialismo sovietico dura nemmeno un secolo e rivive – sotto mentite spoglie – nella Russia d’oggi , l’Islam vuole distruggerci e sottometterci da quasi 1.500 anni, ininterrottamente.
La Cristianità soffre anche al suo interno: nella Chiesa sorgono movimenti ereticali, parte del clero secolare combatte domenicani e francescani, numerosi vescovi bramano il potere, al punto che l’autorità ecclesiastica giunge a usare la scomunica come strumento politico. Nella società, i principi cristiani litigano tra loro e l’Imperatore (pur avendo ottenuto dal sultano d’Egitto al-Malik al-Kamil la restituzione di Gerusalemme, Betlemme e Nazaret al controllo cristiano) commette pubblici peccati e comportamenti “islamizzanti”.
Insomma, le similitudini con i giorni d’oggi sono tante, con la grande differenza che, oggi, la Chiesa ha una presenza pubblica irrilevante.

La vita di San Tommaso si svolge in questo drammatico contesto, complicata dal fatto che gli Aquino sono da sempre fedelissimi al Sacro Romano Imperatore Federico II, lo “stupor mundi”. Il perfetto distacco dai beni terreni e la mano della Provvidenza condurranno il Dottore Angelico a superare tutte le ostilità, le croci e le prove.
C’è un’altra figura nel romanzo di De Wohl: è quella del laico e cavaliere Piers Rudde. Sembra che questa figura, secondaria ma presente in tutto il romanzo, sia come un’indicazione che l’autore ha lasciato al laicato per i tempi di burrasca. Infatti, Piers pone la sua spada a servizio degli Aquino fin da ragazzo; si innamora di una Aquino, non venendo corrisposto; le resta fedele e casto fino alla fine; partecipa a due crociate; protegge e combatte con gli Aquino fino alla fine.

Dal nuovo e-book possiamo tutti ricavare la coscienza dell’obbligo di dover lottare per la fede cattolica, anche quando – come oggi – la fede è in declino.
Che Maria Santissima ci illumini e ci ottenga la forza per questa guerra, fino alla fine.
iGpM
totustuus.it OdV
28 gennaio 2026

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Descrizione

Louis de Wohl (Berlino, 24 gennaio 1903 – Lucerna, 2 giugno 1961) è stato uno scrittore naturalizzato britannico.

Senza nulla censurare, senza cedere a eccessive semplificazioni o idealizzazioni, i romanzi storici di de Wohl riescono a focalizzare e a rendere accessibili ai lettori gli aspetti più densi e suggestivi delle vicende raccontate, la carica ideale che muove i protagonisti e che li rende capaci di affrontare fatiche, dolori e perfino estremi sacrifici.

All’epoca in cui i tedeschi cominciarono a bombardare Londra, de Wohl si trovava proprio nella capitale inglese, e fu obbligato per anni a convivere con la paura dei raid aerei. «Non potevo fare a meno di chiedermi: “Se muoio stanotte – e la possibilità non era così remota -, cosa posso presentare di questa mia vita?”. Cosa ne avevo fatto dei talenti che Dio mi aveva dato?». Per de Wohl, di tradizione cattolica ma un po’ imborghesito dal successo giunto troppo rapido e strepitoso, questa fu la circostanza storica per riscoprire la fede, e soprattutto la propria vocazione. Finalmente un incontro gli chiarì la nuova direzione da prendere: il cardinale di Milano, Ildefonso Schuster, lo esortò: «Fa’ in modo che i tuoi scritti siano buoni. Sarà per i tuoi scritti che un giorno tu verrai giudicato».

Così, a partire dal Dopoguerra, decise di mettere il suo genio e la sua arte al servizio di Dio. E lo fece raccontando l’esperienza umana di chi ha aderito, nella propria concretezza storica, al mistero della Presenza di Dio: san Pietro, san Paolo, sant’Elena, san Benedetto, san Francesco d’Assisi, santa Caterina da Siena, san Tommaso, sant’Ignazio di Loyola, san Francesco Saverio e tanti altri, fino a papa Pio XII e alla storia della Chiesa cattolica.

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